Ciao ragazzi!

Oggi comincio la recensione del mio nuovo corpo macchina, ovvero la Canon EOS 6D

, la piccola fullframe che sta dando molto scalpore nel mondo per la sua grande qualità nonostante il prezzo ridotto!

La recensione verrà pubblicata in varie puntate, così da non risultare un mattone pesantissimo da leggere. In questo primo episodio analizzeremo insieme uno degli aspetti più importanti della qualità d’immagine, ovvero la resistenza ad alti ISO, che sta diventando sempre migliore man mano che la tecnologia evolve, e che ci aiuta a portare a casa scatti che prima non pensavamo nemmeno lontanamente di poter realizzare! Basti pensare a quanto è utile poter scattare a ISO 6400 senza farsi tanti problemi sul rumore quando si sta fotografando in una chiesa buia. Questo permette di poter fare foto di un matrimonio intero senza usare il flash (alcuni preti non lo gradiscono molto).

Ma veniamo al mio test. Ho posizionato la 6d su treppiede e ho fatto foto in RAW con cavo di scatto remoto dopo aver sollevato lo specchio (così da avere meno vibrazioni possibili, come nelle foto macro). Ho realizzato foto con luce naturale in casa a due libri, uno chiuso, Photoshop CS6 Classroom in a book, e uno aperto, Sketching Light di Joe McNally (trovate la recensione di entrambi alla pagina Cosa Leggo? se vi interessasse), così da poter valutare il rumore sulle zone di colore del libro chiuso e il livello di dettaglio sul testo di quello aperto. Le foto sono realizzate ad F\8 così da non avere problemi di nitidezza dell’obiettivo (per la cronaca il 24-70 f2.8 L).

Foto del test

Nel seguito trovate i ritagli al 100% di entrambe le zone (JPEG con qualità 100% ritagliati dal RAW originale senza alcuna modifica, nemmeno un po’ di contrasto).

Zona centrale di testo – Valutazione dettaglio

ISO 50  
ISO 50
ISO 100  
ISO 100
ISO 200  
ISO 200
ISO 400  
ISO 400
ISO 800
ISO 800
ISO 1600  
ISO 1600
ISO 3200  
ISO 3200
ISO 6400  
ISO 6400
ISO 12800  
ISO 12800
ISO 25600  
ISO 25600
ISO 51200 (H1)  
ISO 51200
ISO 102400 (H2)  
ISO 102400

Purtroppo il libro si è mosso leggermente ad ISO 800, oppure la messa a fuoco non è stata perfetta.. fatto sta che la foto a ISO 800 è rimasta leggermente sfuocata, ma quando me ne sono accorto ormai avevo smontato tutto. A parte ciò cerchiamo di notare come si comporta la 6d al crescere degli ISO. Fino ad ISO 1600 praticamente non c’è rumore. Ad ISO 3200 fa la sua comparsa un timido rumore, che tuttavia è molto contenuto. Tale rumore va ad aumentare a ISO 6400, sfornando comunque files ancora pienamente utilizzabili. Ad ISO 12800 e 25600 il rumore si fa vedere di più, ma tuttavia il file è ancora sfruttabile con una attenta rimozione rumore in postproduzione (nota personale: a 12800 trovo il rumore ancora piacevole, quindi non mi farei problemi a scattare a questa sensibilità, mentre a 25600 lo trovo già abbastanza invasivo, ma in caso di necessità va benissimo comunque!). Ad ISO 51200 (H1) e 102400 (H2) la foto è completamente spappolata, il rumore è veramente troppo. Nonostante ciò le scritte sono ancora leggibili, e questo non è male, significa che nell’estrema eventualità di dover realizzare una foto praticamente di notte, potremmo ancora farlo a mano libera ed ottenere sufficiente dettaglio (senza tuttavia avere qualità). Ciò può essere importante dal punto di vista giornalistico, in cui spesso avere un soggetto che si veda è di vitale importanza, e poco importa se la qualità non è ottimale.

Zona di colore uniforme – Valutazione colore

ISO 50
ISO 50
ISO 100  
ISO 100
ISO 200  
ISO 200
ISO 400  
ISO 400
ISO 800  
ISO 800
ISO 1600  
ISO 1600
ISO 3200  
ISO 3200
ISO 6400  
ISO 6400
ISO 12800  
ISO 12800
ISO 25600  
ISO 25600
ISO 51200 (H1)  
ISO 51200
ISO 102400 (H2)  
ISO 102400

Per quanto concerne il rumore su zone di colore uniforme, all’incirca valgono le stesse considerazioni fatte prima. Fino ad ISO 1600 il file è praticamente perfetto, mentre per sensibilità superiori il file è ancora sfruttabile pienamente solo fino a ISO 6400, massimo 12800. Oltre 12800 il rumore è veramente troppo, e difficilmente recuperabile in postproduzione. Vale ovviamente il discorso di prima, ovvero che in caso di necessità si possono usare le sensibilità altissime, a costo di una perdita veramente enorme, ma che a volte (in ambito giornalistico) è perdonata per il soggetto fotografato.

Le mie conclusioni

La 6d offre veramente una resistenza agli alti ISO invidiabile. Purtroppo non ho più la 5d mark II per confrontare la resa, ma dall’uso che ne sto facendo posso dire che gli anni intercorsi tra i due progetti si fanno sentire (come sempre nel mondo tecnologico, dove la crescita è esponenziale). Così ad occhio e a memoria posso dire che tra i due progetti c’è una distanza di uno stop (forse due), ovvero una foto fatta ad ISO 3200 su 5d mark II equivale come rumore ad una ad ISO 6400-12800 su 6d.

Da questi test e dall’esperienza sul campo che ho fatto sabato fotografando due matrimoni posso tranquillamente affermare che fino a ISO 6400 non c’è da avere alcun timore. Ad ISO 3200 e 6400 il rumore è presente, ma in maniera molto contenuta e per di più è piacevole alla vista (ci sono certi tipi di rumore che invece sono inguardabili). Le sensibilità 12800 e 25600 vanno sfruttate con oculatezza, e se possibile la 25600 è meglio non usarla proprio. Le sensibilità 51200 e 102400 sono invece completamente inutili, a meno che non dobbiate portare per forza portare lo scatto a casa, e in quel caso ovviamente rappresentano la salvezza!

Ci vediamo al prossimo episodio, in cui analizzerò altri aspetti della 6d!

Ciao!

Stefano

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