Ciao ragazzi!

Oggi finalmente vi annuncio il vincitore del concorso fotografico ospitato sul mio sito “Estate, non solo sole!”. Il concorso aveva come tema la realizzazione di una foto in cui il sole e una luce esterna (flash, lampadine etc) coesistessero. Sono arrivate tantissime foto! Non me l’aspettavo proprio, e devo dire che sono contentissimo!

Il vincitore

Devo ammettere che è stata molto dura scegliere la vincitrice, perché veramente molte foto meritavano la vittoria, però alla fine la mia scelta è caduta sulla foto di Stefano Buttafoco! Eccovela in tutta la sua bellezza!

La foto è stata scelta come vincitrice in quanto in essa la luce artificiale (in questo caso un flash) e la luce ambiente si fondono alla perfezione, facendo sembrare che la luce artificiale non ci sia, ma sia tutta opera della luce naturale. E quando non ci si accorge della sua esistenza, significa che dietro c’è stato veramente un grande lavoro! Inoltre le tonalità calde sono piacevolissime, e il fotografo (come potrete leggere dopo), ha reso la luce del flash più adatta all’ambiente scaldandola con un filtro 1/4 CTO (chissà chi gli ha messo in testa questa cosa di usare i CTO anche con il sole! 😀 ). Lo sfuocato piacevole sullo sfondo, inoltre, rende lo scatto armonioso e molto piacevole alla vista.

Spiegate le ragioni che mi hanno portato alla scelta di questa foto come vincitrice, eccovi una breve intervista al vincitore!

Ciao Stefano, prima di tutto, dicci qualcosa di te. Dove vivi, cosa fai nella vita, e la fotografia per te è un mestiere o un hobby?

Sono di San Benedetto del Tronto (AP),  ho 39 anni, gestisco una  ditta che si occupa di progettazione e costruzione di apparecchi Hi-FI  dall’elevato valore sonico/artistico. Cito in particolare gli  amplificatori a valvole con telai in legni pregiati e giradischi per la riproduzione dei vinili, ed accessoristica dedicata.
Da  pochi mesi ho affiancato ufficialmente a questa attività, anche quella fotografica. Quindi posso definirmi un professionista ed offro servizi che vanno dal reportage di avvenimenti,  book fotografici, alla fotografia sportiva e di cerimonia.

Da quanto tempo ti dedichi alla fotografia?

Mi sono dedicato, molti anni fa, alla fotografia astronomica, la quale mi ha insegnato molto. Al tempo si faticava, il digitale non esisteva, ci si scontrava con la bassa sensibilità delle pellicole e, cosa ancor peggiore, al difetto di reciprocità delle stesse. Fatti questi presupposti, non di rado i tempi di posa si spingevano anche ad un ora! Questa esperienza mi ha fatto conoscere i principi base che governano la fotografia, ma la mia esperienza  fu abbastanza limitata alla fotografia astronomica e paesaggistica.

Abbandonata l’astronomia, nel 2011 ho preso la mia prima reflex digitale, una canon 40D e  ho approfondito ed allargato le mie conoscenze tecniche ma soprattutto mi sono dedicato a nuovi temi fotografici.
Attualmente ho come corpo macchina una 5Dmark II e mi piace lavorare spesso con ottiche fisse, spesso vicino a TA.
C’è un tema fotografico che preferisci trattare?
Si, amo molto il ritratto femminile , più che in studio amo far posare la modella in ambienti naturali, boschi, mare, vecchie costruzioni, e quello che la fantasia e l’ispirazione mi suggerisce.
Altro genere  che adoro, è la fotografia di eventi musicali , in particolare modo se nel set sono coinvolti strumenti a fiato e/o arco (sassofoni, trombe, violini, violoncelli contrabbassi). Questo tipo di fotografia è per me molto suggestiva  perché mi permette di vivere contemporaneamente  sia la passione  per la musica che  per la fotografia. I concerti avvengono quasi sempre in notturna ed è stimolante cercare il miglior compromesso che permetta di dosare la luce ambiente e la luce flash. Le condizioni di luce son sempre mutevoli e difficilmente programmabili e questo rende questo tema fotografico particolarmente difficile. Mi servo di ottiche molto luminose, spesso fisse (50mm f1,4 / 85 f1,8 / 135 mm f2 L ) ,che  mi permettono di avere tempi di scatto sufficientemente rapidi senza alzare troppo la sensibilità iso e contenere quindi il rumore digitale. Amo inoltre il bokeh che tali ottiche sanno restituire.
Dicci qualcosa di più sulla realizzazione di questa fotografia che ha vinto il concorso.
Corpo macchina canon 5d mk2 ottica fissa 50 mm f1.4
Triade di scatto  1/125 sec f1.8 iso 250
La triade è stata scelta al fine di avere un esposizione sottoesposta di circa 1 stop per l’ambiente per averlo saturo e carico senza pressoché bruciature. Il diaframma molto aperto me lo sono permesso perché volevo isolare Silvia Mattioli, la mia modella, ed avere la scena illuminata da tanti circoli di luce con bokeh molto grandi ed evidenti. Come a te, mi piace fotografare con rapporti di apertura molto spinti…
La luce sul soggetto è ottenuta da un flash che scatta off camera comandato da trigger radio cactus 5. Il mezzo diffusore usato è un ombrellino da 1 metro di diametro posto a 3/4 sulla sinistra rispetto il soggetto e abbastanza dall’alto, quasi 1 metro sopra la sua testa, che punta un po’ verso il basso.
Il flash  è un canon 430 exII gelatinato 1/4 CTO, parabola 24 mm, potenza 1/4. L’ombrellino è a circa 2 metri dal soggetto.
Mi piace giocare con una RIM line naturale, e cosi metto quasi sempre la modella contro luce e sfrutto la luce del sole al tramonto, quando è calda e bassa, per retroilluminare spalle e capelli. Ottengo quindi una rim line molto di effetto secondo me.
Inoltre la modella era incastonata in un sottobosco di querce, per cui la luce ambiente era già di per se morbida e diffusa.
La postproduzione è stata abbastanza lieve, eccezion fatta per la dominante rossa data alla vegetazione, la ho usata per accentuare il senso di fiabesco della foto, incantato, e per richiamare i riflessi rossi della luce solare sui capelli di Silvia.
Da quanto tempo conosci Stefano Tealdi Photography e a cosa ti è servito?
Ho scoperto il sito di Stefano Tealdi quando ho iniziato a studiare il mondo lampista, per me , fino a un anno fa, quasi sconosciuto. Dire che sono stato felice è riduttivo, nel sito ho trovato una quantità e qualità di informazioni che mi hanno permesso di apprendere tantissimo . Ho studiato tutte le videolezioni e tutti, o quasi, gli episodi del blog. Stefano spiega, con passione , simpatia e competenza, argomenti affatto banali. La fotografia è luce, e saperla plasmare è dovere di ogni fotografo che si rispetti.  Quindi mi sono catapultato nel mondo dei trigger radio, dei modificatori di luce, ombrellini , softbox, stativi, trovando estremamente stimolante ed utile tutti gli insegnamenti forniti da Stefano. Il mondo lampista è “la fotografia dentro la fotografia”,  Stefano con il suo entusiasmo  e chiarezza espositiva mi ha mostrato che si possono fare grandi cose anche con i flash “cobra” e quindi non ho esitato nell’allestire il mio “studio  portatile” !
Segnalo anche la rubrica “cosa leggo” nella quale Stefano recensisce  molti libri utili per la propria crescita. Ne ho comprati diversi, trovandoli utilissimi e piacevoli.
Qual è la cosa più importante che hai imparato su Stefano Tealdi Photography?
Ho imparato che un bravo fotografo non è mai geloso delle sue conoscenze, anzi condividerle ne esalta le sue qualità. In altre parole potremmo dire ” Ciò che non doni è perso”. Non bisogna avere paura di condividere, infatti  i risultati fotografici, oltre che dalla tecnica, sono in prima misura dettati dalla propria sensibilità emotiva, dallo stato d’animo, dal “sapere vedere con occhi diversi” e ” dal proprio vissuto”. Questo vuol dire che nessuno potrà fare una fotografia uguale alla vostra. La tecnica è solo un mezzo per esprimere ciò che proviamo, è come il pennello di un pittore. Un bravo pittore potrebbe anche dipingere con le dita, chi non sa dipingere può avere a disposizioni le migliori tele e i migliori pennelli e non riuscire a lasciare traccia del sua essenza.
Un altro bel messaggio lasciato da Stefano è  quello di fare le cose più semplici possibili : non sempre una illuminazione sofisticata è indispensabile, a volte la luce ambiente, la luce che passa in una vetrata sporca, possono donarci situazioni di luce magiche ed irripetibili.
Dove pensi di essere tra 2 anni a livello fotografico?
Non mi sentirò mai “arrivato”, la curiosità è la molla della crescita. Di cose da fare e da sapere ce ne sono davvero tante, appena consoci qualcosa, ti rendi conto che esiste un mondo che prima nemmeno immaginavi. Per cui spero di consolidare le nozioni acquisite, acquistare sicurezza, e fare nuove esperienze. Spero anche di incrementare i contatti lavorativi,  il che sicuramente non guasta 🙂
C’è un messaggio che vuoi lasciare a chi ha letto questa intervista?
Siate creativi, sperimentate, rincorrete i Vostri sogni, non lasciatevi scoraggiare da chi vi dice che il mondo è pieno di fotografi e che non avete la stoffa. La macchina fotografica è il vostro mezzo di espressione, una fotografia non ha l’audio, non ha la terza dimensione, ma se ben realizzata può rapire chi la guarda come pochi altri mezzi espressivi riescono a fare.

Menzioni speciali

Segnalo altre foto che a mio parere sono degne di una menzione speciale per la bellezza e l’uso sapiente della luce artificiale.

Tutte le partecipanti

Potete vedere tutte le foto partecipanti al concorso all’indirizzo http://www.stefanotealdi.com/impara-ad-usare-i-flash/estate-non-solo-sole!

Al prossimo concorso!

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