Ciao ragazzi!

Oggi vi parlo di una foto un po’ particolare, che esula dai miei classici schemi. Chi mi segue sa che tipicamente non apprezzo molto il mosso “creativo”, perchè trovo che quasi sempre l’attributo “creativo” vada a mascherare foto mal eseguite e con mosso non ricercato. Tuttavia esistono molti esempi di mosso veramente creativo, in cui la sfocatura dovuta al mosso (della macchina fotografica o del soggetto) aggiunge atmosfera ad uno scatto che altrimenti sarebbe statico.

Ogni tanto mi torna in mente quello che mi dice il mio grande amico Davide, ovvero “esci dagli schemi!”. Me lo ricorda quasi ogni volta che ci parliamo in chat, ed ha ragione.. Bisogna cercare di non impantanarsi nei classici schemi (che sappiamo funzionano bene) e cercare (almeno ogni tanto) di cambiare le regole e fare qualche foto completamente diversa dal solito a cui siamo abituati.

Pertanto durante il workshop che ho tenuto a Valentano, ho voluto provare qualcosa di completamente diverso, e ho deciso di realizzare un ritratto in cui oltre a Paola ci fosse anche del mosso creativo. Per far ciò ho detto a Paola di muovere la testa (con il cappello) cercando di tenere fermo il busto per quanto possibile. Volendo riprendere il movimento avevo bisogno di un tempo di esposizione abbastanza lungo, dell’ordine del mezzo secondo. Ho quindi impostato la reflex su ISO 50 ed f/16, valori sui quali in priorità di diaframma la 6D mi proponeva un tempo di 0.4 sec. A questo punto grazie ai magici Yongnuo YN-622C

, ho potuto impostare che il flash posto sulla destra nell’ombrellino riflettente (il setup è lo stesso che trovate nel post precedente) scattasse sulla seconda tendina (per chi non l’avesse letto ho scritto un articolo su alcuni trucchetti adottabili con questi trigger). Così facendo il flash ha impressionato all’ultimo istante il viso di Paola, che muovendosi ha direzionato i suoi occhi verso il flash stesso. Lo scatto è stato tenuto a mano libera, ma si poteva anche fare con treppiede, ottenendo un effetto diverso, in cui lo sfondo era statico e non anch’esso leggermente mosso.

A questo punto con Photoshop ho utilizzato la tecnica del duotoning, spesso adottato sulle riviste di moda. Tale metodo consiste nel dare un colore alle ombre e un’altro alle luci (nel mio caso un misto verde-blu alle ombre e giallo-ocra alle luci), comprimendo quindi i colori nella foto a questi due. Tale metodo può essere piacevole alla vista, anche se ha lo svantaggio di colorare le ombre che pertanto non saranno più nere.

Dopo aver spiegato tutto ciò vi lascio allo scatto sperando vi piaccia!

Alla prossima!

Stefano

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