Alessandra prima di sposarsi ha deciso di fare qualche scatto un po’ diverso dal solito

Vi siete mai posti la domanda: ma l’attrezzatura conta? o è solo questione di “manico” e di idea dietro ad uno scatto? Questa domanda io me la pongo frequentemente e su questo post puoi leggere le mie conclusioni.

Oggi stavo riguardando le foto dell’ultimo matrimonio che ho fotografato e ho pensato “per fortuna che avevo l’85 f\\1.2, altrimenti questa foto non sarebbe venuta così bene”. Il classico pensiero secondo il quale l’attrezzatura conta. Poi però mi sono fermato a ripensare a quello che ho sempre sostenuto, ovvero che l’attrezzatura non conta perché quello che più importa sono le idee e il messaggio che si vuole trasmettere con una fotografia. Da queste mie elucubrazioni è nato questo post.

Vediamo di analizzare queste due anime che si dibattono sempre nella mente di un fotografo.

L’attrezzatura non conta

A chiunque me lo chieda io rispondo sempre che la cosa più importante per un fotografo sono le idee e il significato che si vuole trasmettere con uno scatto. L’attrezzatura può contare come no. Ho visto tantissimi ragazzi che con una vecchia APS-C e un 18-55 hanno tirato fuori foto memorabili, mentre persone con attrezzatura da mille e una notte hanno nel portfolio anonimo.

Questa mia vecchia foto fu fatta con una semplice Canon 400d (10 megapixel, inutilizzabile oltre gli 800 ISO). Rimane comunque uno dei miei scatti più riusciti di sempre.

I marchi che producono macchine fotografiche e strumenti ad esse collegate sono abilissimi nel marketing e il risultato è che appena esce un corpo macchina nuovo ci viene quella voglia tremenda di avere in mano l’ultima novità. Autofocus più reattivo, gamma dinamica migliorata di mezzo stop, alti ISO sempre più puliti e mille altre cose abilmente pubblicizzate ci fanno desiderare da morire l’ultimo ritrovato tecnologico. L’unica cosa che ci frena è ovviamente il lato economico (anche se per molti per loro fortuna questo non è un problema).

In questi casi bisogna sempre chiedersi: ne vale veramente la pena? ho tutta questa necessità di un nuovo corpo macchina? Fino ad oggi il mio attuale corpo macchina mi ha limitato in troppe occasioni o sono in alcune sparse? Analogo discorso sugli obiettivi: vale la pena spendere per l’f2.8 o mi basta la versione f4?

Molto spesso la risposta è che non ne abbiamo bisogno, ma avendo in mano lo stesso corpo macchina da anni ci siamo annoiati: vogliamo la novità tecnologica, vogliamo poter essere alla pari di tutti gli amici fotografi che hanno un super corpo macchina con prestazioni da urlo oppure l’ultimo obiettivo che ha una nitidezza talmente elevata che vediamo il granello di polvere sulla punta del naso della modella.

Ma parliamoci chiaro: quasi sempre quello che abbiamo basta e avanza, spesso non abbiamo nemmeno esplorato tutto ciò che può offrirci la nostra attrezzatura. Abbiamo molta più necessità di nuove idee o di imparare qualcosa di nuovo. Iscriviamoci ad un workshop, impariamo a gestire la luce meglio, leggiamo un libro. Una qualsiasi di queste attività ci eleverà di sicuro molto di più del nuovo giochino elettronico.

Però è anche vero che ci sono volte in cui l’attrezzatura in nostro possesso rappresenta veramente un limite e quindi è giusto farla evolvere in meglio.

Accoppiata 6D + 85mm f1.2. Per ottenere uno scatto come questo a tutta apertura probabilmente dovrete farne 6 o 7. Però come dimostra l’esempio qui sopra, non è comunque impossibile, bisogna semplicemente armarsi di pazienza.

L’attrezzatura conta

C’è un punto in cui l’attrezzatura che abbiamo comincia a starci stretta e a quel punto probabilmente è giusto cambiare perché non dobbiamo porre dei limiti alle nostre capacità e alla nostra visione. Questo è uno dei casi in cui l’attrezzatura conta.

Magari siete uno che fa foto sportive e allora avere una messa a fuoco eccezionale rispetto ad una standard vi permette di portare a casa una percentuale di scatti a fuoco molto più alta. Magari fotografate in notturna e avere un sensore che abbia molto meno rumore vi permette di risparmiare ore e ore di postproduzione. Magari siete ritrattisti come me, e allora avere una lente che all’occorrenza sfuoca e regala poesia vi può far fare il salto di qualità.

Di esempi ce ne potrebbero essere milioni. In tutti questi casi avere attrezzatura non dico all’ultimo grido, ma sicuramente più professionale, conta.

Perché vi fa risparmiare tempo.

Perché vi permette di portare a casa più scatti a fuoco.

Perché vi evita incazzature.

Sicuramente se uno ha una mirrorless tipo le ultime Sony la probabilità di ottenere uno scatto a fuoco ad aperture ampie (si parla di f1.2 et similia) aumenta in maniera spropositata rispetto alla mia miserrima 6D. Però rispetto ad una 5dmkIV non so se ne valga veramente così tanto la pena (parlo di Canon perché è il mondo che conosco, i nikonisti mettano i loro corpi macchina al posto dei precedenti, il discorso è identico), perché alla fine con reflex di quel tipo i professionisti ci hanno lavorato per una vita e nessuno si è mai lamentato troppo. Secondo me molti di quelli che hanno cambiato corpi macchina così belli probabilmente si sono sentiti quasi costretti perché ormai se non hai una Sony A7III non sei nessuno, e alla fine si sono autoconvinti che avrebbe dato loro molti vantaggi. Io però non ne sarei così sicuro.

Io il limite della 6D sulla messa a fuoco l’ho sentito molte volte, ma mi ci sono sempre adattato e con calma e moltiplicando il numero di scatti alla fine il risultato bene o male l’ho sempre portato a casa. Nel mio caso probabilmente un nuovo corpo macchina gioverebbe, ma so esattamente che non otterrò scatti più belli. Semplicemente ne otterrò in media molti di più a fuoco (e il mio fegato ne guadagnerebbe).

24-70 ad f4

85mm ad f1.2

L’attrezzatura conta e non conta

Torniamo infine al punto iniziale, ovvero a quello che mi ha fatto scrivere questo articolo: la foto di Alessandra.

Foto in alto sulla sinistra: Inizialmente ho usato il 24-70 ad f4. Sì sì lo so, il 24-70 è comunque una signora lente, ma diciamo che questo rappresenta una foto nella media, che si sarebbe benissimo potuta ottenere con una lente decisamente poco costosa.

Poi ho pensato di montare l’85 f1.2.

Foto in alto sulla destra: usando l’85 a tutta apertura ecco che magicamente lo sfondo è diventato poetico (per carità ho anche inquadrato meglio, ma il grosso è dovuto all’obiettivo). Nonostante sia ad f1.2 con la mia vecchia 6D ho comunque ottenuto uno scatto completamente a fuoco, in barba ai limiti dell’AF.

Questo è esattamente uno di quei casi in cui si può dire che l’attrezzatura conta e non conta. Conta perché ho ottenuto uno scatto più “poetico” (permettetemi il termine), non conta perché comunque comunque ad f4 lo scatto sarebbe venuto bene dato che la posa, la luce e l’intento della modella erano ottimi. Inoltre non conta perché secondo tanti la 6D è inutilizzabile con obiettivi così luminosi. Ma io me ne infischio e alla fine la foto la riesco a portare a casa.

Grazie a chi ha letto tutto fino in fondo.

A presto,

Stefano

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