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Il ritratto perfetto

Di Chris Knight (testo in italiano)

  • Contenuti
  • Leggibilità
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  • Valutazione complessiva

Numero pagine

Prezzo (€)

Recensione

Finalmente un libro di quelli ben fatti tradotto in italiano! Un plauso all’editore Apogeo che ha finalmente deciso di proporre al pubblico italiano alcuni libri tradotti nella nostra lingua (per carità ce ne sono altri, ma sono pochi e tipicamente roba veramente da persone che hanno appena iniziato nel mondo della fotografia, tipo Kelby per capirci).

Il ritratto perfetto di Chris Knight è molto interessante, ed è indicato per chi è a metà tra l’amatore e il professionista, perché i contenuti partono da elementi molto base fino ad arrivare a nozioni più approfondite. Non direi che è un testo complesso come quelli di Valenzuela, ma nemmeno semplicistico come quelli di Kelby, è una giusta via di mezzo.

Ho trovato molto interessante il primo capitolo, che è dedicato alla storia del ritratto, dagli antichi egizi alla fotografia come mezzo a sè stante. A mio parere è un capitolo bellissimo, perché spesso ci si perde nei tecnicismi e ci si dimentica da dove si arriva, ovvero dai dipinti. Knight fa una splendida carrellata dell’arte e del significato che avevano i ritratti nelle varie epoche, e ciò è decisamente un PLUS non da poco rispetto agli altri testi letti sin’ora.

Nella parte successiva viene analizzata la luce dal punto di vista tecnico, dalla qualità della stessa al ruolo che deve avere in un ritratto. Si passa quindi alla forma della luce (ovvero i vari stili di illuminazione, dal Paramount al Rembrandt) e si approfondisce la questione dell’uso dei flash e del colore della luce. La trattazione è abbastanza semplificata: non troverete tecnicismi assurdi ma fornisce un quadro generale organizzato bene.

Fino a qui niente di nuovo rispetto ad altri testi (a parte che è in italiano, il che aiuta non poco). La parte interessante (oltre al capitolo iniziale sulla storia dell’arte) secondo me viene con i capitoli 6 e 8, che parlano dello STILE. Chris Knight approfondisce un aspetto che spesso molti fotografi dimenticano lungo la via della tecnicità, ovvero quello di stabilire un proprio stile, argomento che invece dovrebbe essere il caposaldo di ogni artista. Non che mi abbia aperto gli occhi, ma questo capitolo mi ha dato un bel po’ di spunti, il che è sempre importante per un fotografo.

In mezzo troviamo un capitolo 7 dedicato alla postproduzione, che a mio parere poteva essere evitato. E’ vero che la postproduzione è super importante nel mondo d’oggi, però secondo me o si accenna solo a questo fatto magari mostrando qualche prima e dopo, oppure si fa un capitolo dedicato alla postproduzione seria. Purtroppo il capitolo 7 non è nè carne nè pesce, dice che la post è importante e fornisce alcune tecniche base, che però secondo me chi legge un libro del genere conosce già benissimo. Detto tra noi, poteva evitarserlo, ma va beh 🙂

La carta del libro è patinata: di per sè i colori sulla stessa rendono bene, ma a mio parere per un libro didattico ha poco senso, perché non si può sottolineare o prendere appunti con una matita (cosa che io faccio molto spesso). Se uno invece si limita a leggere e basta è una bella carta, piacevole al tatto, anche se ovviamente non priva di riflessi in condizioni luminose non proprio ottimali.

Un appunto sulla traduzione in italiano: Apogeo ha tutto il mio appoggio a tradurre finalmente libri importanti in italiano, però deve trovarsi un traduttore che sia fotografo egli stesso. La traduzione è molto aderente al testo originale, con pochissima interpretazione, e se in inglese certe frasi girano bene, in italiano sono un po’ forzate (leggendole ti viene da pensare a come era scritta in inglese, e quale era quindi il senso vero della stessa). Diciamo che non ci sono errori di traduzione, ma poteva essere molto molto meglio se il testo fosse stato interpretato e non fosse una semplice traduzione letterale. Si è cercato di fare questa cosa in un punto solo, ovvero proprio dove non andava fatto, nel titolo. Infatti il titolo originale è “The dramatic portrait”, che secondo me non c’entra un fico secco con “Il ritratto perfetto”, perché in inglese dramatic assume tutt’altro significato.

Per il costo che ha (soli 21 euro) è un testo da avere assolutamente nella propria libreria fotografica, perché fornisce molti spunti per i ritrattisti. Inoltre se volete finalmente leggere un libro ben impostato e semplice sulla luce, che non sia in inglese, è il testo perfetto per voi. La trattazione sulla luce, su come si comporta, su come possiamo piegarla ai nostri voleri, è facile e arriva al punto, e per di più è in italiano, quindi ora non ci sono più scuse!

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