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Fotografare con il grandangolo

Di Massimiliano Corradini e Nicola Bortolamedi

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Numero pagine

Prezzo (€)

Recensione

Fotografare con il grandangolo di Massimiliano Corradini e Nicola Bortolamedi è un buon punto di partenza per chi vuole approcciarsi alle ottiche grandangolari, perché permette di andare oltre al classico binomio grandangolo-paesaggio (per quanto questo sia importante e sempre attuale) e affrontare anche altre applicazioni di questo tipo di ottica.

Ma andiamo per passi. Il libro si divide in 3 Capitoli, di cui il secondo fa da principe

  1. Attrezzatura tecnica: in questo primo capitolo, che prende circa un terzo del libro, si affrontano le questioni più tecniche, partendo dai tipi di sensori, passando attraverso la definizione dei diversi tipi di ottica, fino ad arrivare alla profondità di campo e i filtri. Dato il target del libro, cioè il fotografo che vuole approfondire l’ottica grandangolare, ma che non è già un super esperto, questo capitolo non scende molto nel dettaglio, ma spiega in maniera leggera e comprensibile gli argomenti, non tediando quindi il lettore.
  2. Situazioni in cui utilizzare un grandangolo: Questo è il capitolo più importante del libro (occupa quasi due terzi del volume) ed è a sua volta suddiviso in 4 macro sezioni, cioè il ritratto ambientato, lo street, il paesaggio e la fotografia urbana, d’interni e d’architettura. In ognuna di queste sezioni si affronta l’utilizzo dell’obiettivo grandangolare, spiegando quali sono gli intenti dello stesso per quel tipo di fotografia e quali possono essere i possibili errori in cui si può incappare. Per esempio, nella prima sezione, si spiega come l’utilizzo di un’ottica grandangolare per un ritratto permetta di andare oltre al classico ritratto con super-sfuocato a cui ormai ci siamo abituati, andando a raccontare una storia grazie al fatto che un grandangolo è in grado di inquadrare più cose in contemporanea e permette di espandere molto facilmente la profondità di campo. D’altro canto, anche la parte del grande classico, cioè il paesaggio, permette di essere consci di alcuni aspetti a cui magari un fotografo alle prime armi non presterebbe attenzione, come il fatto che è il grandangolo copre sì angoli enormi che permettono di raccogliere tutto al suo interno, ma, proprio per questo, bisogna prestare molta attenzione a come si inquadra, per evitare il classico errore del soggetto troppo piccolo perso in uno spazio enorme, oppure le linee cadenti che nella fotografia di architettura sono sempre dietro l’angolo.
  3. Basi di post-produzione in bianco e nero: in questo capitolo conclusivo l’autore propone alcune basi di postproduzione (con particolare enfasi sul software Silver Efex Pro), che potrebbero essere utili nell’ambito di utilizzo del grandangolo perché le foto realizzate con questo tipo di ottica spesso si sposano bene con tale tipo di trattamento al computer.

Il testo è ricco di esempi e, in alcune parti, anche di spunti più “filosofici” e rilanci a fotografi famosi, che sicuramente male non fanno per accrescere la propria cultura personale. In conclusione, quindi, Fotografare con il grandangolo è un buon testo, adatto principalmente a fotografi principianti-intermedi, anche se, come sempre dico e sempre affermerò, in qualsiasi testo anche un super-esperto può sempre trovare qualcosa di nuovo che ripaghi della spesa.

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