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Studio anywhere

Di Nick Fancher

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Prezzo (€)

Recensione

Studio anywhere – A photographer’s guide to shooting in unconventional locations di Nick Fancher è un libro interessante, perché si pone come obiettivo quello di dimostrare che in qualsiasi situazione ci troviamo, se sappiamo usare bene i flash speedlite, possiamo uscirne con scatti professionali.

Ma partiamo dall’inizio: viviamo in un mondo in cui purtroppo se non si ha l’ultimo flash alla moda, con potenze spropositate per gli utilizzi normali, non si è nessuno. E soprattutto senza flash con un “nome” non si viene considerati come fotografi professionisti. Fancher in questo libro dimostra come invece sapendo usare i flash normali, con attrezzatura che veramente tutti possiamo permetterci, è possibile lavorare e produrre risultati di ottimo livello. Tanto è che lui ci vive di fotografia e di lavori a casa ne porta talmente tanti che è riuscito addirittura a scriverci un libro (anzi, ad oggi ne ha scritti 3, di cui di uno trovate la recensione qui).

Il libro, scritto in un inglese piacevole, nè troppo accademico nè troppo terra a terra (per intenderci non alla Joe McNally), si sviluppa in 6 macro-parti, anzi, in 6 macro-ambienti che se saputi sfruttare possono diventare uno studio fotografico per produrre ritratti:

  1. il Living Room Studio, ovvero lo studio in salotto
  2. il Backyard Studio, cioè lo studio nel giardino dietro casa (e nel garage)
  3. il Basement Studio, ovvero lo studio nel seminterrato
  4. l’Office Studio, cioè lo studio in un ufficio
  5. il Park Studio, ovvero lo studio in un parcheggio
  6. lo Street Studio, ovvero lo studio in strada

Ognuno di questi ambienti presenta punti di forza e problematiche (ad esempio il garage con la saracinesca aperta a seconda della distanza a cui poniamo il soggetto al suo interno può darci una luce molto diversa, oppure il seminterrato che può essere comodissimo perché lasciamo tutto montato ma presenta soffitti bassi che portano spesso a problemi, etc). Fancher descrive come nella sua vita ha ottenuto scatti interessanti in ognuno di questi ambienti, e come è riuscito a superare le difficoltà che ognuno di questi comporta. Il tutto sfruttando la luce naturale oppure usando dei semplici speedlite comandati da trigger radio di basso costo. Ogni ambiente ha le sue peculiarità e Fancher le descrive bene.

Insieme agli scatti realizzati sono sempre allegati gli schemi di illuminazione, qualche foto di backstage, e anche come è stata trattata la foto in Lightroom (sembra che per Fancher, come già evidenziato in Chroma, Photoshop debba essere usato solo per i casi veramente disperati.. ognuno lavora a proprio modo 😉). Sono presenti alcune chicche sparse qua e là, che ho trovato veramente interessanti (tipo utilizzare il bilanciamento del bianco Fluorescente al tramonto).

Il libro costa abbastanza, ma se volete un resoconto di scatti realizzati in ambienti molto diversi da uno che non ha attrezzatura super-professionale, allora questo testo fa per voi. Magari non troverete foto fine-art che vi lasceranno senza fiato perché gli esempi sono praticamente tutti di lavori commissionati (dal manager di un’azienda al cantante di un gruppo), però se col flash ci dovete lavorare sicuramente troverete più di uno spunto dalla lettura di questo libro.

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